Aperte le pre-iscrizioni alla 4° edizione degli incontri per mamme e future mamme

Aperte le pre-iscrizioni alla 4° edizione degli incontri per mamme e future mamme

Se sei incinta o sei una mamma e almeno una volta ti è capitato di sentirti sola e in difficoltà nell’esprimere il tuo stato d’animo, ed hai il desiderio di confrontarti con altre mamme e avere strumenti di conoscenza in più, sei nel posto giusto.

Ho un obiettivo preciso: fare in modo che le mamme con cui entro in contatto non si sentano mai sbagliate e rendere sempre più forte la rete di supporto, aiuto e informazione “Mamma… E adesso?”.

iniziativa incontri di supporto mamme mantova

La quarta edizione degli incontri

Clicca subito QUI per prenotarti o scrivimi QUI per qualsiasi informazione.

Nel 2022 è in programma la quarta edizione di “Mamma… E adesso? Non sei sola!”. Incontri rivolti a mamme e future mamme – online e completamente gratuiti – in cui, insieme ad altre professioniste, si affronteranno diversi temi su queste fasi così delicati della vita.

Saranno però soprattutto dei momenti informali, in un clima empatico e di amicizia, in cui potersi esprimere senza alcun timore di giudizio, confrontarsi, confidarsi.

Non a caso tutte le professioniste che scelgo per collaborare con me a queste iniziative sono anche mamme, che non saliranno in cattedra, ma si racconteranno insieme al resto del gruppo, mettendo a disposizione le loro competenze.

Qui puoi leggere qualche informazione sull’edizione numero 3.

Perché preiscriversi

Ho voluto introdurre la preiscrizione per poter avere una idea precisa di quali argomenti interessino a chi vorrà partecipare e realizzare degli incontri su misura, in base alle esigenze che emergeranno.

La preiscrizione ti consentirà inoltre di avere garantito il tuo posto.

Durante le scorse edizioni è purtroppo capitato di dover rifiutare qualche richiesta di iscrizione dell’ultimo minuto, con mio grande dispiacere, perché so quanto incontri come questi possano essere una boccata di ossigeno.

Questo perché i posti sono solo 10 e un numero più alto di partecipanti non consentirebbe a tutte di poter intervenire, raccontarsi e fare domande o condividere riflessioni con i propri tempi.

iniziativa incontri di supporto mamme mantova

Come preiscriversi

Per farlo bastano pochi secondi. È sufficiente cliccare QUI e compilare il breve modulo di richiesta contatti. Senza dimenticare di indicare il tuo argomento di interesse!

La preiscrizione non è vincolante alla partecipazione.

Quando e come è in programma l’edizione 2022

Il periodo individuato è febbraio.

Gli incontri saranno online, per garantire sicurezza (non so come sarà la situazione Covid nei prossimi mesi) ed in modo che tu possa collegarti da dove vorrai e in qualunque momento, senza dover raggiungere un luogo (per chi ha un bimbo neonato non è sempre l’ideale avere obblighi di orari da rispettare e organizzare tragitti, anche brevi, in ogni momento).

Gli appuntamenti saranno il lunedì mattina e dureranno circa un’ora e mezza.

Ti comunicherò più avanti le date!

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Come è nato lo spazio di informazione, supporto e aiuto per le mamme

Tutto è partito a fine estate 2019, quando ero incinta e ho voluto fare in modo che quella manciata di delusioni e mortificazioni provate “a causa” della mia gravidanza avesse un senso.

Di solito provo a trasformare in positivo ciò che mi accade di negativo…

È da lì che ho deciso di creare il progetto “Mamma… E adesso?”. Uno spazio online e fisico, che man mano è cresciuto sempre di più, di informazioneconfrontosupporto per donne, mamme, famiglie. Spazio aperto a tutti in cui affrontare le principali tematiche relative alla gravidanza, alla vita da neo mamma, all’essere donna in una società che di certo non ci rende le cose facili.

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In questo blog puoi scorrere tantissimi articoli sui più diversi argomenti legati al mondo della femminilità e della maternità.

E se c’è qualcosa che ti piacerebbe sapere ma di cui non trovi traccia.. chiedimelo scrivendomi QUI e mi organizzerò per approfondirlo al più presto!

Cosa è successo durante i precedenti appuntamenti

Lo stravolgimento che si vive è impossibile da spiegare fino in fondo

Durante gli incontri abbiamo provato a raccontarcelo e sono successe delle cose bellissime. In un contesto informale, dove poter essere libere di esprimere qualsiasi pensiero – dal più gioioso al più buio – creare legami ed amicizie.

Abbiamo riso, abbiamo pianto, ci siamo commosse, confidate, abbiamo parlato e ascoltato, abbiamo imparato, siamo state in silenzio, abbiamo respirato. Abbiamo rispettato il nostro essere donne, mamme, future mamme, con le nostre imperfezioni, con le insicurezze, la felicità e la paura insieme.

 

(La foto in copertina è di Elisiane Bianchini)

“Mamma…e adesso?”. Scrivimi per raccontare la tua esperienza. 

Elena Caracciolo giornalista ufficio stampa consulente comunicazione gestione social e siti Mantova Elena Caracciolo – Sono giornalista pubblicista, freelance, mi occupo di comunicazione ed uffici stampa per privati, enti pubblici, aziende e associazioni di volontariato, dalla consulenza alla strategia, gestisco siti web e social e sono ideatrice di progetti rivolti a donne e mamme. 

Clicca QUI per sapere cosa posso fare per te!

 

Come scegliere i prodotti migliori in gravidanza e per i neonati

Come scegliere i prodotti migliori in gravidanza e per i neonati

Come scegliere i prodotti migliori durante la gravidanza e per il proprio bimbo?

Il mondo dei cosmetici per neonati e bambini – ed anche per le mamme – è enorme ed offre vasta quantità di prezzi e prodotti. Un oceano di offerte in cui è facile perdere l’orientamento.

Un accenno alla mia esperienza

Dato che qualcuna me lo aveva già chiesto, rispondo subito con un brevissimo accenno. Durante la mia gravidanza, sulla mia pelle, avevo usato soltanto l’olio di mandorle puro della marca “I provenzali”, mentre i brand che ho preferito per la mia bambina, fin dalla nascita, sono stati Mustela, Linea Bimbi, Pranarom e Vea.

Qui però non mi soffermerò sulla mia personalissima esperienza in ambito di prodotti cosmetici.

Come cerco sempre di fare per qualsiasi tematica – e questa non è esclusa – voglio offrirti alcune informazioni utili e da un punto di vista esperto.

La parola ai professionisti

Lo sguardo esperto è quello della farmacista Caterina Scardovelli della Farmacia Gamba di Porto Mantovano.

Caterina Scardovelli farmacia Gamba Porto Mantovano

Caterina Scardovelli

Questo perché scambiarsi consigli ed esperienze soggettive per confrontarsi è sempre di aiuto, ma non bisogna dimenticare la validità di uno sguardo competente.

Sì, è un concetto che ribadisco spesso. Nella realtà social dove molti si improvvisano, dispensando suggerimenti su larga scala senza avere i titoli per farlo, insisto nel voler ricordare che le fonti vanno verificate. (Ah, colpa della mia deformazione professionale!)

Caterina è farmacista, mamma di due bimbi ed è tra le professioniste che collaborano insieme a me al progetto che ho ideato apposta per mamme, future mamme e in generale alle donne.

Ogni approfondimento durante gli incontri

Le informazioni riportate qui sono state approfondite una ad una durante l’ultima edizione degli incontri gratuiti “Mamma… E adesso?” rivolti a chi è già madre, a chi vorrebbe diventarlo e a chi è in gravidanza. La prossima edizione partirà nel 2022! Scrivimi se vuoi partecipare, o clicca qui per sapere di cosa si tratta.

Prima di cominciare, una doverosa nota: in questo spazio leggerai sintetiche informazioni ed indicazioni di carattere generale, ma per qualsiasi specifica necessità e problematiche che si prolungano nel tempo rivolgiti sempre al tuo medico, ginecologo, ostetrica pediatra, farmacista di fiducia… (insomma ci siamo capite) che saprà indicarti ciò che è meglio per te o per il tuo bambino.

Certificazione ICEA

Quando si sceglie un prodotto è possibile capire il livello di qualità e quindi di sicurezza. La certificazione ICEAistituto certificazione etica e ambientale – offre una garanzia del prodotto a livello di tutela dell’uomo e di cura dell’ambiente. I prodotti con questo marchio vengono sottoposti a controlli molto rigidi, con formulazioni adatte a pelli particolarmente sensibili. Vale per i prodotti per bambini, ed anche per gli adulti.

certificazione Icea come scegliere prodotti per mamme e bimbi

La scritta “prodotto con ingredienti naturali” non è sufficiente a garantire un acquisto in completa sicurezza.

Un’altra differenza è anche di prezzo. I cosmetici eco biologici verificati Icea costano di più.

La pelle dei neonati

La pelle dei neonati è più sensibile e delicata di quella di qualsiasi altra fase della vita. La pelle è il primo organo che ci offre un campanello di allarme se qualcosa non funziona all’interno. Una pelle curata è sinonimo di salute.

La struttura della pelle dei bambini è diversa da quella degli adulti: è una pelle meno protetta nei confronti degli agenti esterni.

Il bagnetto

Possiamo identificare il bagnetto come primo momento di cura della pelle per un neonato. La temperatura ideale dell’acqua è tra i 32 ed i 35 gradi e la durata di qualche minuto, almeno nei primissimi mesi.

come scegliere prodotti per mamme e bimbi

Quando il bimbo è appena nato è consigliabile usare amido di riso, soprattutto se è estate. L’amido di riso è presente sul mercato in varie consistenze ed è possibile metterlo direttamente nell’acqua, per avere una azione lenitiva ed ammorbidente.

I bambini non emanano odore, però sudano.

Per i bimbi più grandi è bene cercare detergenti specifici ma sempre delicati. Più la pelle è secca e delicata e più servono detergenti delicati, ad esempio un olio detergente a base oleosa.

Tutti i prodotti vanno risciacquati e poi la pelle va asciugata bene, tamponando e non sfregando.

Dopo il bagnetto

La pelle del bambino va correttamente idratata dopo ogni bagno. Se al bimbo piace il massaggino, ben venga, altrimenti è possibile trovare un modo alternativo per rendere il momento piacevole.

Proseguendo puoi leggere quali prodotti usare.

Il talco

È un buon prodotto il “talco non talco”. Un prodotto liquido e ottimo per tutte le età. Ha la proprietà di assorbire l’umidità della pelle, come il borotalco, ed allo stesso tempo va a prevenire gli arrossamenti. Una vera coccola morbida.

Il talco è utile anche nel periodo estivo perché va a creare un film che protegge dagli insetti e dalle zanzare.

come scegliere prodotti per mamme e bimbi

come scegliere prodotti per mamme e bimbi

Il talco “Fiocchi di riso”, ad esempio, crea una barriera sulla pelle ed assorbe l’umidità ed è indicato anche per i bimbi piccoli pieni di pieghette che possono irritarsi.

Il cambio del pannolino

Durante questo momento è utile utilizzare una crema che sia lenitiva e protettiva allo stesso tempo. Il pannolino di solito si usa fino circa ai due/tre anni e quella in questione è quindi una zona del corpo da tutelare da irritazioni ed arrossamenti.

L’ossido di zinco ha proprietà decongestionante e dermoprotettiva, quindi fondamentale e molto utile come base per i prodotti che si scelgono per il cambio.

Linea Vea

Questa linea presenta formulazioni arricchite con vitamina E, che va a rimarginare tutte le screpolature della pelle. Nonostante le attenzioni degli adulti, ai bimbi possono venire delle dermatiti da pannolino e in questi casi il sederino rimane rosso a lungo.

Consiglio: evitare di mettere cortisone. Optare magari per il Canesten mescolato con la pasta per cambio pannolino a base di ossido di zinco.

Le dermatiti da pannolino possono venire per l’umidità che si crea e non per qualche disattenzione del genitore.

Gli oli

Ci sono oli in formato spry di tanti tipi con azioni emollienti, rigeneranti e rinfrescanti.

In commercio esistono oli naturali come calendula, macadamia, mandorle e oliva.

L’importante è controllare che non ci siano anche addensanti o coloranti e leggere sempre bene gli ingredienti riportati sull’etichetta per non farsi trarre in inganno dal marketing.

Ad esempio l’olio di lavanda non deve mai e poi mai essere viola!

come scegliere prodotti per mamme e bimbi

Tutti gli oli naturali e filtrati devono essere senza colore e la stessa regola vale per i prodotti per gli adulti.

La crosta lattea

Si chiama così perché un tempo si credeva fosse dovuta al latte.

Si tratta di squame o crosticine che si formano sul cuoio capelluto e non sono molto fastidiose per il bambino, è più una questione poco gradevole a livello estetico per gli adulti.

come scegliere prodotti per mamme e bimbi

Per migliorare la situazione va bene qualsiasi prodotto purché sia a base oleosa.

La crosta lattea è una condizione che si manifesta nei primi quattro/cinque mesi di vita del bimbo e poi va via da sola. Solitamente non comporta particolari problemi.

Prodotti per la mamma in gravidanza e post parto

Nelle fasi della gravidanza e del post parto la cosa fondamentale è il detergente intimo.

Ogni fase della vita di una donna comporta un Ph diverso.

Il Ph in gravidanza è molto diverso ed è necessario avere un detergente con Ph basico che vada a prevenire funghi, candida ed irritazioni cutanee della zona intima.

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La calendula ha un’azione calmante ed è ottima in questo caso.

È bene evitare di usare farmaci per la zona intima se è possibile, soprattutto quando si è incinta.

Per la mamma che ha appena partorito serve invece un detergente a Ph neutro, ricordando che dopo il parto si può anche avere paura di lavarsi accuratamente ed è completamente normale.

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Le smagliature

Le smagliature vengono alla maggior parte delle donne in gravidanza e possono essere causate dall’aumento di peso e dal conseguente rilassamento cutaneo: non c’è più la compattezza dello strato dell’epidermide

Dopo ogni doccia è possibile usare una crema specifica per smagliature a base di olio di mandorla, oppure una crema elasticizzante.

Le smagliature sono una condizione normale, per quanto possano far sentire a disagio. Finché sono rosse si possono curare, ma quando diventano bianche non si potrà più fare nulla e rimarranno sulla pelle.

Che si tratti di parto naturale o cesareo, in fase post parto bisogna evitare l’acqua calda sui punti.

Ringrazio Caterina Scardovelli per il prezioso contributo.

“Mamma…e adesso?”. Scrivimi per raccontare la tua esperienza. 

Elena Caracciolo giornalista ufficio stampa consulente comunicazione gestione social e siti Mantova Elena Caracciolo – Sono giornalista pubblicista, freelance, mi occupo di comunicazione ed uffici stampa per privati, enti pubblici, aziende e associazioni di volontariato, dalla consulenza alla strategia, gestisco siti web e social e sono ideatrice di progetti rivolti a donne e mamme.

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Animali e natura al Parco Natura Viva

Animali e natura al Parco Natura Viva

Una delle esperienze più belle da far vivere ai bambini è sicuramente quella del contatto con natura ed animali.

Dove trovarli entrambi?

Al Parco Natura Viva di Bussolengo (VR).

Il Parco Natura Viva

Un luogo che di esperienze ne offre davvero molte, adatte ai piccoli ma anche ai grandi.

parco natura viva Bussolengo Verona giornata con un bambino

È possibile trascorrere un’intera giornata senza comunque riuscire a visitarlo davvero tutto. Personalmente, io sto già pensando a quando poterci tornare.

Non ci ero mai stata prima, e dato che mia figlia – come tutti i bimbi di circa 1 anno e mezzo – adora qualsiasi animale, ho colto l’occasione per portarla a vederne tantissimi.

Fenicotteri, cammelli, ippopotami, rinoceronti, giraffe, leoni, scimpanzé, tartarughe giganti, volatili di ogni specie… Immersi nella natura, ma con ogni comodità a disposizione.

parco natura viva Bussolengo Verona giornata con un bambino

Biglietti e orari

Attualmente è necessaria la prenotazione del biglietto online, cliccando QUI.

Le opzioni sono diverse: puoi scegliere di prenotare ed acquistare allo stesso momento il biglietto, oppure prenotare e basta, scegliendo il pagamento alla cassa del Parco al momento dell’arrivo.

Con la mia famiglia abbiamo deciso per questa seconda opzione, perché quella settimana il tempo era poco stabile e con una bambina piccola l’imprevisto è dietro l’angolo.

Ho quindi prenotato circa 8 giorni prima per la domenica successiva con l’opzione “ingressi dal mattino”, inserendo i dati di ciascuna persona e salvando i biglietti sul telefono. Il biglietto giornaliero è costato 25 euro.

Il Parco apre alle 9, mentre l’area Safari alle 9.30.

Suggerisco di essere lì al mattino, proprio intorno all’orario di apertura.

parco natura viva Bussolengo Verona giornata con un bambino

L’arrivo

All’arrivo (partendo da Mantova al mattino ho impiegato poco più di un’ora) abbiamo parcheggiato la macchina nel parcheggio a pagamento, al costo di 3 euro da pagare all’uscita – e ci siamo diretti al Parco.

Alle casse abbiamo atteso in fila una ventina di minuti, e una volta entrati, l’impatto è stato subito bellissimo.

È possibile scegliere di cominciare dal percorso che si preferisce, e i cartelli con le indicazioni all’interno e la piantina che viene consegnata hanno ogni informazione utile per orientarsi.

parco natura viva Bussolengo Verona giornata con un bambino

Servizi

Nel Parco sono presenti numerosi chioschi e distributori automatici con panchine per fermarsi a bere o mangiare, o anche solo per riposarsi qualche minuto, ed anche servizi igienici provvisti di fasciatoio.

Quelli in cui sono entrata erano puliti e ben serviti.

C’è anche un ampio parco giochi, moderno e molto bello.

Dato che era domenica c’era molta gente e non potevamo fermarci troppo davanti ad ogni animale.

Se potrò, tornerò sicuramente in un giorno feriale.

I percorsi sono prevalentemente all’ombra, ma già in una giornata primaverile il caldo si faceva sentire, quindi sarebbe forse troppo impegnativa una visita con dei bimbi piccoli in piena estate.

parco natura viva Bussolengo Verona giornata con un bambino

La visita al Safari

Dopo aver girato per la maggior parte del Parco, siamo usciti per andare a riprendere la macchina e dirigerci verso l’area del Safari, che si percorre con la propria auto.

Qui l’esperienza non è stata altrettanto emozionante. La prima causa è stata la lunga coda per entrare: siamo rimasti in fila oltre un’ora, senza possibilità di tornare indietro.

Una volta entrati eravamo già abbastanza stanchi per l’attesa, e ci siamo goduti poco gli animali.

parco natura viva Bussolengo Verona giornata con un bambino

Avendo altre macchine davanti e dietro non è possibile pensare di fermarsi per molti minuti di fianco ad ogni animale, e naturalmente non è detto che gli animali siano in movimento e a favore di sguardo proprio nell’istante in cui si passa loro accanto.

A conti fatti non rifarei il Safari, ma trascorrerei più tempo all’interno del Parco.

La mia permanenza – tra tutto – è durata dalle 9.30 alle 13.30 circa.

La mission del Parco

L’impegnativo ruolo che il Parco Natura Viva si è assunto, quale centro tutela di specie animali minacciate d’estinzione, è tanto ambizioso quanto stimolante.

Oggi le funzioni istituzionali di un moderno giardino zoologico abbracciano la conservazione della biodiversità sotto molteplici aspetti.

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Conservazione

La sopravvivenza degli ambienti naturali e di numerose specie animali e vegetali è seriamente minacciata dalla rapida crescita della popolazione mondiale e dal conseguente incremento nella domanda di risorse naturali. I fattori di rischio che incombono sull’integrità del sistema ecologico globale gravano anche sull’uomo, l’unica specie che con un comportamento assennato non solo potrebbe salvare sé stessa, ma potrebbe adoperarsi per la conservazione della natura.

Ricerca

Il Parco Natura Viva è impegnato ad incoraggiare, sostenere e condurre ricerche che migliorino la gestione degli animali in ambiente controllato, che apportino benefici ai programmi di conservazione e che contribuiscano alla conoscenza scientifica di base degli animali e dei loro habitat naturali.

parco natura viva Bussolengo Verona giornata con un bambino

La ricerca è uno degli obiettivi primari del Parco Natura Viva e la “Strategia mondiale degli zoo per la conservazione” sottolinea il ruolo importante che essa deve avere per i giardini zoologici moderni. La ricerca condotta negli zoo riveste ancora oggi un ruolo importante soprattutto per quelle specie elusive e schive che difficilmente sono osservabili in natura.

Educazione ambientale

L’educazione ambientale che avviene nei giardini zoologici ha il compito fondamentale di avvicinare i visitatori agli animali ospitati, per accompagnarli a sviluppare la consapevolezza dell’importanza della conservazione delle specie.

In questo modo gioca un ruolo rilevante sia a livello ambientale che culturale: il progresso nella conservazione dipende infatti dallo sviluppo della comprensione da parte del pubblico delle relazioni che intercorrono tra le specie, l’ambiente e le azioni umane.

parco natura viva Bussolengo Verona giornata con un bambino

Fondamentale quindi l’apporto che l’educazione ambientale può fornire direttamente, attraverso l’interazione con i visitatori, ma anche intervenendo in fase progettuale per la creazione dei reparti degli animali o la realizzazione di progetti di conservazione.

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Elena Caracciolo giornalista ufficio stampa consulente comunicazione gestione social e siti Mantova Elena Caracciolo – Sono giornalista pubblicista, freelance, mi occupo di comunicazione ed uffici stampa per privati, enti pubblici, aziende e associazioni di volontariato, dalla consulenza alla strategia, gestisco siti web e social e sono ideatrice di progetti rivolti a donne e mamme. 

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Una giornata in famiglia a Parco Sigurtà

Una giornata in famiglia a Parco Sigurtà

Quale luogo scegliere per staccare dalla routine e trascorrere del tempo all’aria aperta con un bimbo piccolo?

Per me tra le prime risposte ci sarà sempre Parco Sicurtà. Perfetto per una giornata in famiglia.

Uno dei posti che ho sempre amato e che apprezzo ancora di più da quando sono mamma.

Parco Sigurtà con un bimbo

L’ultima volta ero stata al Parco di Valeggio sul Mincio lo scorso anno, quando mia figlia aveva circa nove mesi (ora ne ha diciannove).

Cliccando QUI puoi leggere il racconto dettagliato di quella bellissima giornata, tutti i miei consigli e molte informazioni utili sulle possibilità di visita.

Una giornata in famiglia con i bimbi a Parco Sigurtà

Le restrizioni sanitarie dei mesi autunnali e invernali mi hanno impedito per diversi mesi di tornarci.

Finalmente però ci sono riuscita e la visita – come sempre – non ha deluso le aspettative!

Anzi, è stata ancora meglio dell’ultima volta, perché Beatrice, che ora di mesi ne ha diciannove, ha potuto partecipare attivamente all’esperienza nella natura che il Parco offre.

Tra animali, distese d’erba su cui correre con i piedini nudi, pic nic (o pranzo in uno dei chioschi), laghetti da ammirare, paesaggi da esplorare…

Una giornata in famiglia con i bimbi a Parco Sigurtà

Visitare il Parco

Dopo la temporanea chiusura per le restrizioni sanitarie, a fine aprile hanno riaperto i cancelli del Parco Giardino Sigurtà, tesoro verde alle porte di Verona.

Scoprire in completa sicurezza nei 600.000 metri quadratidel Secondo Parco Più Bello d’Europa è finalmente di nuovo possibile.

Tutti i giorni, festivi inclusi, fino a domenica 7 novembre 2021gli amanti della Natura potranno ammirare i prati, i boschi e le fioriture del Parco.

Una giornata in famiglia con i bimbi a Parco Sigurtà

Le tappe da non perdere

Per i più piccoli tappe imperdibili sonola Fattoria Didattica e la Valle dei Daini, mentre per gli adulti una passeggiata sul Grande Tappeto Erbosoristora corpo e mente con le carpe Koi che guizzano nei due Laghetti Fioriti; da non perdere ilLabirinto, punto di interesse che a luglio festeggia i 10 anni, i 18 specchi d’acqua, il Viale delle Roseche conduce con lo sguardo al Castello Scaligero del tredicesimo secolo.

Una giornata in famiglia con i bimbi a Parco Sigurtà

Per un viaggio nel passatoda non perdere una tappa al Castelletto, edificio merlato con finestre neogotiche risalente alla fine del Settecento e nei decenni scorsi sede di incontri tra scienziati e Premi Nobel, e l’Eremotempietto in stile neogotico ornato da una bifora che si affaccia sulla spettacolare visuale del Grande Tappeto Erboso.

Gli ingressi

Gli ingressi dei visitatori non saranno contingentati e non è necessaria la prenotazione.

I social media del Parco sono sempre aggiornaticon news, foto, video e approfondimenti: https://www.facebook.com/parcogiardinosigurta/– https://www.instagram.com/parcosigurta/

Una giornata in famiglia con i bimbi a Parco Sigurtà

Cliccando QUI puoi leggere le modalità per accedere al parco:

  • a piedi
  • in trenino
  • in bici
  • sul golf-cart

Per tutte le informazioni visita il sito ufficiale www.sigurta.it

I biglietti speciali a data fissa

Anche per la stagione 2021 tornano le promozioni con i biglietti speciali a data fissa.

Una giornata in famiglia con i bimbi a Parco Sigurtà

Il martedì e il giovedì sono disponibili sul sito web ufficiale del Parco tariffe scontate per regalarsi in tranquillità e sicurezza un tour tra le meraviglie naturalistiche, in un giorno infrasettimanale.

Due sono le tipologie del biglietto speciale, vincolato alla data prescelta e valido solo per l’acquisto on line:

Masi sceglie il Parco

Molte sono ormai le aziende che negli anni hanno scelto il Parco Giardino Sigurtà per realizzare servizi fotografi o video promozionali, grazie agli ampi spazi e agli scorci che diventano fantastici set naturali.

Nelle ultime settimane l’Azienda Agricola Masi, leader nella produzione di vino, ha scelto il Grande Tappeto Erboso del Parco per lo shooting di presentazione dei due nuovi vini biologici, realizzati riducendo al minimo l’intervento dell’ uomo sulla Natura.

Una giornata in famiglia con i bimbi a Parco Sigurtà

L’influencer Paola Turani celebra Kenzo al Parco

L’influencer Paola Turani ha scelto di celebrare il profumo Flower Kenzo.

Paola Turani è una modella, presto diventerà mamma ed oggi è una delle influencer più seguite, con più di 1milione di followers.

Paola turani incinta parco sigurtà

Kenzo è una casa di moda francese fondata nel 1970 dallo stilista giapponese Kenzō Takada. Dal 1993 l’azienda è di proprietà del gruppo LVMH.

Kenzo flower è un profumo del gruppo orientale floreale da donna.

Il naso di questa fragranza è Alberto Morillas. Le note di testa sono ribes nero, biancospino, rosa bulgara e mandarino. Le note di cuore sono opoponax, gelsomino, violetta di parma e rosa; le note di base sono vaniglia, muschio bianco e incenso.

Hanno scelto come location i corridoi verdi del labirinto, gli ampi spazi erbosi, la passeggiata romantica sulle sponde dei Laghetti Fioriti e un meraviglioso cespuglio in fiore di Spirea.

“Mamma…e adesso?”. Scrivimi per raccontare la tua esperienza.

Elena Caracciolo giornalista ufficio stampa consulente comunicazione gestione social e siti Mantova Elena Caracciolo – Sono giornalista pubblicista, freelance, mi occupo di comunicazione ed uffici stampa per privati, enti pubblici, aziende e associazioni di volontariato, dalla consulenza alla strategia, gestisco siti web e social e sono ideatrice di progetti rivolti a donne e mamme. 

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Il dolore silenzioso dell’endometriosi, la storia di Melissa

Il dolore silenzioso dell’endometriosi, la storia di Melissa

Questo è uno di quegli articoli in cui non voglio rubare parole e tempo alla storia a cui ho scelto di dare spazio.

Perché l’attenzione di chi c’è dall’altra parte dello schermo si riduce spesso dopo poco, e qui invece bisogna leggere fino in fondo.

Per capire, per conoscere, per riflettere.

Melissa Botti ha 33 anni e il 9 marzo le è stata diagnosticata l’endometriosi.

Melissa Botti endometriosi

Melissa Botti

Melissa mi ha contattata per condividere con me il difficile percorso che ha vissuto e sta affrontando ogni giorno. Mi ha domandato come avrebbe potuto contribuire ad accendere l’attenzione su questa subdola malattia ed essere di supporto e aiuto ad altre donne.

Quelle donne che, come lei, si sono sentite e si sentono sole e per alleviare la sofferenza ed alleggerire i pensieri cercano il confronto con chi sta attraversando la stessa strada in salita.

Così eccoci qua.

L’endometriosi raccontata da Melissa

Il mese del mio 33esimo compleanno mi è stata diagnosticata l’endometriosi.

Ma che cos’è? E’ una malattia di cui si parla ancora troppo poco, provocata dalla fuoriuscita di tessuto endometriale dalla sua sede naturale ovvero l’utero e, in alcuni casi e in base al grado raggiunto dalla malattia, va ad intaccare altri organi.

E’ una compagna di vita fastidiosa, dolorosa ma soprattutto subdola… Subdola perché per le caratteristiche dei suoi sintomi viene il più delle volte sottovalutata e diagnosticata con molti anni di ritardo.

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Racconto la mia storia perché mi piacerebbe essere di supporto a tante altre ragazze che si trovano nella mia stessa condizione… Sia prima che dopo la diagnosi.

Purtroppo al momento per l’endometriosi non c’è una cura, la ricerca è poca e la conoscenza della malattia da parte dei professionisti è altrettanto scarsa. creando così un problema enorme e un ritardo inaccettabile nella diagnosi.

“Sei donna, è normale se soffri”

È da quando ho 14 anni che soffro durante il ciclo mestruale (spesso anche nella fase pre ciclo), flussi molto abbondanti, forti dolori alla pancia e alla schiena, stanchezza cronica e più avanti negli anni sono iniziati anche i dolori pelvici durante i rapporti sessuali.

Mi è sempre stato detto che è normale. Normale perché sei donna. È normale stare male.

Beh, io vi dico di no, non è normale soffrire così, il fatto che siamo donne non implica necessariamente questa rassegnazione e predisposizione alla sofferenza.

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È da quando ho 16 anni che faccio visite ginecologiche a cadenza annuale e mai, mai e poi mai si è parlato di una possibile endometriosi.

Ho avuto cisti alle ovaie che ho curato ma non ho più avuto il coraggio di lamentarmi dei miei dolori dopo che appunto mi era stato risposto che era normale e che addirittura col tempo le cose sarebbero migliorate.

Queste risposte ti fanno sentire sbagliata, passi per quella “delicata” che si lamenta per un dolorino… “pensi di essere l’unica? C’è pieno di donne che soffrono per il ciclo… Dai, su! Non sei né la prima né l’ultima!”.

Il dolore fisico e psicologico

Gli anni passano e i miei dolori non migliorano, anzi, sono peggiorati.

Dolori da avere la nausea e non riuscire a mangiare, da voler andare al lavoro in pigiama o anzi, da non volerci andare proprio.

Non perché sei una fannullona pigra, ma perché non sai dove e come trovare le forze per affrontare una giornata tipo che prevede l’andare al lavoro e rapportarsi con colleghi e clienti, il mandare avanti una casa, occuparti del cane perché lo adori e merita il meglio e non sarai di certo tu con i tuoi dolori e il tuo malessere a fargli mancare i suoi giretti quotidiani e dare attenzioni al tuo compagno che non ha colpe per il tuo stato e cerca comunque di starti il più vicino possibile.

La pillola anticoncezionale

Anni di pillola anticoncezionale e tanta invidia nei confronti di chi mi diceva che con la pillola non si accorgeva neanche di avere il ciclo.

A me non è mai cambiato nulla, stavo male con e senza, neanche un minimo miglioramento anzi, mal di testa raddoppiato… Allora prova pillole di marche differenti… nulla, fino alla rassegnazione.

diagnosi endometriosi storia informazioni cura

Io però ho sempre sentito che qualcosa non andava… Ma a parte le cisti diagnosticate a 16 anni le visite ginecologiche non hanno mai mostrato nulla di anomalo, utero regolare, ovaie ok, le cisti che non si sono ripresentate… Insomma, tutto a posto. Quindi dai, se è tutto nella norma ti vuoi davvero lamentare dei dolori? Non sei credibile.

Quel post sull’endometriosi

Poi finalmente l’illuminazione… Da dove? Da Instagram! Incredibile per me che proprio super social non sono. Per fortuna esistono pagine come Freeda che affrontano apertamente tanti problemi e ti fanno sentire meno sola.

Perché è così che ci si sente… Sole…

L’endometriosi pare colpisca 1 donna su 10 quindi è molto probabile che nel gruppo di amiche si sia le sole a soffrirne, o magari qualcuno ci sarebbe tra colleghe e conoscenti ma sono argomenti di cui non si parla, sono cose delicate e personali che non tutti hanno piacere a raccontare.

diagnosi endometriosi storia informazioni cura

Come anticipavo Freeda ha pubblicato un post su questa malattia sottovalutata, poco conosciuta e cattiva di nome Endometriosi. Ho letto i sintomi, ascoltato qualche testimonianza e non mi sembrava vero… Corrispondeva tutto a come mi sentivo io da anni… Precisamente 18.

La presa di coscienza e di coraggio

Siamo a fine estate 2020 e finalmente mi decido a reagire.

Vado sul sito ufficiale italiano dell’endometriosi, mi documento ulteriormente e vedo che propongono un test con domande mirate il cui risultato viene spedito direttamente via email. Le risposte che ho dato hanno accumulato un punteggio e il mio rientrava nella categoria: “alta probabilità di endometriosi”.

Bene (più o meno). Prendo consapevolezza ma soprattutto coraggio…

Con questo risultato mi sento meno “lamentosa”, fisso la mia visita annuale di controllo dalla ginecologa (che non è la stessa che mi seguiva in giovane età) e le spiego apertamente come mi sento dicendole che, pur non essendo una che si cura su Google, sospetto di avere l’endometriosi.

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Lei conferma la mia idea e mi consiglia di fare una visita a Negrar, centro rinomato per la diagnosi e la cura di questa malattia. Prenoto la visita specialistica, primo posto disponibile 9 marzo 2021, tanto per rendere l’idea di quante siamo con questo problema.

La visita specialistica al centro di Negrar

In sala d’attesa provo un misto di ansia e stupidità, sì perché a forza di sentire sminuire i miei sintomi negli anni mi sono quasi convinta di essere esagerata e di essere andata lì per niente e a far perdere tempo a professionisti che hanno sicuramente altre persone da curare che hanno più bisogno di me.

La visita è stata breve ma dolorosa, in tutti i sensi.

La diagnosi

Non appena avuta la diagnosi mi sono sentita sollevata, quasi euforica per aver dato una causa e un nome al mio stare male e aver avuto la conferma di non essere pazza, poi si sono susseguiti stati d’animo differenti.

Mi sono sentita fortunata perché non sono in uno stadio troppo grave della malattia.

Ho un focolaio nella parte posteriore dell’utero che giustifica tra le altre cose il fortissimo mal di schiena e i dolori durante i rapporti sessuali ma per fortuna al momento non ha intaccato altri organi, visto che nel mio caso il primo ad essere colpito sarebbe l’intestino.

Le preoccupazioni sul futuro

Vista l’età e il desiderio di provare prima o poi ad avere figli mi è stata ordinata una cura che blocca il ciclo… All’inizio, stufa com’ero di soffrire, l’ho trovata una cosa fantastica, successivamente però ho iniziato a metabolizzare il tutto e a fare i conti con una menopausa forzata con le conseguenze fisiche e psicologiche che questo stato porta con sé.

In realtà questa non è una soluzione definitiva, anzi… Diciamo che serve a tenere sotto controllo la malattia almeno fino a che io non decida di provare a rimanere incinta.

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Dico provare perché endometriosi e sterilità sono in qualche modo collegate, da sola non comporta necessariamente questa condizione ma è stato comunque studiato e dimostrato che la sterilità è presente nel 30% delle donne affette da questa malattia e anche il fatto che vada ad intaccare varie zone dell’apparato riproduttivo non aiuta in tal senso.

Se fra 6 mesi la mia condizione non sarà migliorata bisognerà procedere con un’operazione in laparoscopia che però non è risolutiva quindi è meglio evitarla o rimandarla il più possibile.

L’inizio della cura

È un mese che ho iniziato la cura e non posso dire di stare bene, ho diversi effetti collaterali che però spero passino dopo i primi mesi di assestamento visto che comunque non ho altre alternative.

Questa malattia va assolutamente diagnosticata prima, non si può arrivare dopo i 30 anni, in un’età in cui una persona inizia a pensare alla possibilità di avere una gravidanza e si ritrova con tutti i piani scombussolati.

Non sono mai stata ossessionata dall’argomento maternità, ho sempre pensato che prima preferivo studiare, sistemarmi, fare le mie esperienze.

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Ho sempre pensato che, nonostante ci siano ancora molti stigmi sociali in merito, una donna può essere felice anche decidendo di non avere figli, non è obbligatorio, non si devono fare perché è giusto e la società vuole che una persona ad una certa età si sistemi sentimentalmente e metta su famiglia, ognuno ha il proprio percorso e trova gioia in cose diverse.

Tutto ciò lo penso tutt’ora ma penso anche che ci sia una grossa differenza tra il poter scegliere e il non avere scelta.

La poca informazione sull’endometriosi

A marzo si è tenuta la seconda Conferenza italiana sull’endometriosi… Sottolineo “seconda” perché questo ci fa capire a che punto siamo. Collegate insieme a me c’erano centinaia di donne con storie differenti ma tutte accomunate dagli stessi problemi: diagnosi in ritardo, dolori fisici e psicologici spesso dovuti a tante gravidanze non andate a buon fine, tutte donne inascoltate per anni.

Un appello ai medici

È necessario che molti professionisti del settore prendano sul serio questa malattia e i suoi sintomi perché le visite ginecologiche sono un momento fondamentale per la percezione del problema e se si ha la fortuna di incontrare un professionista aggiornato, preparato e sensibile all’argomento diventa tutto più facile e la diagnosi più rapida…

Ma incontrare un ginecologo che ti ricorda che è normale soffrire e minimizza non solo porta a ritardi nella diagnosi ma ad accumulare danni emotivi molto profondi.

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Fare informazione nelle scuole

Penso inoltre che sia indispensabile fare informazione, iniziando dalle scuole ad esempio, prima si prende consapevolezza meglio è. Bisogna educare le ragazze ma anche i ragazzi che potrebbero ritrovarsi ad avere relazioni, sentimentali o anche solo di amicizia, con donne malate.

Pensate com’è soffrire così e avere a fianco qualcuno che non ha la sensibilità e le conoscenze per capire, supportare, aiutare.

Sarebbe importante riuscire a cambiare la mentalità dei datori di lavoro e permettere a chi soffre di usufruire di permessi lavorativi ad hoc senza passare per lavoratrici poco produttive e con poca voglia di darsi da fare, aumentare i fondi destinati alla ricerca e perché no, rendere mutuabili questi farmaci che, a quanto pare, ci accompagneranno per molti anni.

Il messaggio per le altre donne inascoltate

Ragazze, se avete anche solo un minimo dubbio fate un controllo, ascoltatevi e fidatevi dei segnali che vi manda il vostro corpo. Mamme e Papà, ascoltate le vostre figlie e sostenetele, è meglio un controllo in più che rimanere anni nel dubbio e nel dolore.

A tutte le donne che soffrono di endometriosi vorrei dire che non sono sole, purtroppo siamo in tante ma possiamo fare rete, insieme siamo più forti e possiamo aiutarci scambiandoci opinioni e consigli, perché anche solo parlarne con qualcuno che capisce è terapeutico, fa sentire meglio e soprattutto, per favore, non vergognatevi!

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Il pensiero rivolto al futuro

Io continuo con la mia vita e i miei progetti… Certi giorni sono più difficili di altri e allora cerco la forza in tutto ciò che mi fa sentire comunque una persona fortunata, anche il solo pensiero di essere d’aiuto a qualcun altro mi fa stare meglio, è come se mi aiutasse a dare un senso alla mia diagnosi.

A me sarebbe servito e piaciuto molto leggere qualche testimonianza in tutti gli anni di dubbi e dolori quindi spero in qualche modo di potervi essere stata utile e non mi fermerò, cercherò di portare avanti questo mio tentativo di informazione e sensibilizzazione sul tema.

Ringrazio Melissa Bottoli per il prezioso contributo a questo articolo.

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Elena Caracciolo giornalista ufficio stampa consulente comunicazione gestione social e siti Mantova Elena Caracciolo – Sono giornalista pubblicista, freelance, mi occupo di comunicazione ed uffici stampa per privati, enti pubblici, aziende e associazioni di volontariato, dalla consulenza alla strategia, gestisco siti web e social e sono ideatrice di progetti rivolti a donne e mamme. 

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